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You searched for +publisher:"Università degli Studi di Milano" +contributor:("tutor: V. Lodde"). Showing records 1 – 2 of 2 total matches.

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1. C. Dieci. Improving in vitro embryo production: the use of oocyte chromatin configuration and cumulus cell gene expression to set up customized pre-IVM protocols.

Degree: 2018, Università degli Studi di Milano

L'efficienza delle tecnologie di produzione di embrioni in vitro (IVP) è ancora limitata sia in ambito zootecnico che in clinica umana. L'IVP consiste in 4 fasi principali in cui si verificano in laboratorio gli eventi chiave dello sviluppo di un nuovo organismo: 1) il recupero di ovociti immaturi (arrestati in profase I della divisione meiotica) da donatrici vive o isolati da ovaie raccolte da animali macellati; 2) la maturazione in vitro (IVM), cioè la coltura degli ovociti fino allo stadio di metafase II della meiosi; 3) la fecondazione in vitro (IVF) e 4) la coltura in vitro dell'embrione (IVC), durante la quale, gli embrioni di nuova formazione, raggiungono lo stadio di blastocisti. Dopo la fecondazione in vitro, gli embrioni possono essere trasferiti in riceventi attraverso il trasferimento embrionario o essere congelati per un uso successivo. Nonostante i potenziali progressi offerti dai sistemi IVP, la percentuale di successo nella specie bovina è rimasta pressoché stabile negli ultimi 30 anni ed è limitata ad un terzo degli ovociti isolati dall'ovaio che raggiungono lo stadio di blastocisti. Questa condizione è purtroppo comune ad altre specie. La qualità degli ovociti è cruciale per l'efficienza dei protocolli di IVP e la maturazione dell'ovocita rappresenta il primo processo limitante di tutto il sistema. Al momento della rimozione dai follicoli ovarici antrali, gli ovociti si trovano arrestati alla profase della prima divisione meiotica, la cosiddetta fase della vescicola germinale (GV), in cui la cromatina è racchiusa all'interno dell'involucro nucleare. Gli ovociti allo stadio GV abitualmente utilizzati nelle pratiche di IVP sono raccolti da follicoli antrali di medie dimensioni e, in quanto tali, devono ancora completare i passaggi finali di crescita e differenziamento necessari ad acquisire la cosiddetta "competenza di sviluppo", ossia il corredo di organuli e molecole necessario a sostenere la fecondazione e lo sviluppo dell'embrione. Inoltre, poiché lo sviluppo dei follicoli dei mammiferi avviene a ondate successive, uno dei fattori limitanti è rappresentato dall'eterogeneità intrinseca degli ovociti sottoposti a IVM e dalla mancanza di approcci in vitro dedicati per finalizzare il loro processo di differenziamento. Gli studi condotti durante il programma di dottorato mirano a definire parametri morfologici e funzionali non invasivi che possano essere utilizzati come marker del differenziamento degli ovociti e che possano essere considerati per migliorare l'efficienza delle tecniche attuali. Gli studi sono stati condotti sui modelli animali suino e bovino. In entrambe le specie, i cambiamenti progressivi nella configurazione su larga scala della cromatina, che caratterizzano il processo di differenziamento degli ovociti, sono stati utilizzati come marker di acquisizione della competenza allo sviluppo embrionale. In particolare, l'ipotesi di lavoro principale è stata quella di utilizzare la configurazione della cromatina come indicatore dell'eterogeneità della popolazione di ovociti sottoposti a… Advisors/Committee Members: tutor: A.M. Luciano, co-tutor: V. Lodde, coordinatore: F. Gandolfi, GANDOLFI, FULVIO.

Subjects/Keywords: Settore VET/01 - Anatomia degli Animali Domestici

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APA (6th Edition):

Dieci, C. (2018). Improving in vitro embryo production: the use of oocyte chromatin configuration and cumulus cell gene expression to set up customized pre-IVM protocols. (Thesis). Università degli Studi di Milano. Retrieved from http://hdl.handle.net/2434/574781

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Not specified: Masters Thesis or Doctoral Dissertation

Chicago Manual of Style (16th Edition):

Dieci, C.. “Improving in vitro embryo production: the use of oocyte chromatin configuration and cumulus cell gene expression to set up customized pre-IVM protocols.” 2018. Thesis, Università degli Studi di Milano. Accessed January 24, 2021. http://hdl.handle.net/2434/574781.

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MLA Handbook (7th Edition):

Dieci, C.. “Improving in vitro embryo production: the use of oocyte chromatin configuration and cumulus cell gene expression to set up customized pre-IVM protocols.” 2018. Web. 24 Jan 2021.

Vancouver:

Dieci C. Improving in vitro embryo production: the use of oocyte chromatin configuration and cumulus cell gene expression to set up customized pre-IVM protocols. [Internet] [Thesis]. Università degli Studi di Milano; 2018. [cited 2021 Jan 24]. Available from: http://hdl.handle.net/2434/574781.

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Council of Science Editors:

Dieci C. Improving in vitro embryo production: the use of oocyte chromatin configuration and cumulus cell gene expression to set up customized pre-IVM protocols. [Thesis]. Università degli Studi di Milano; 2018. Available from: http://hdl.handle.net/2434/574781

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2. L. Terzaghi. ROLE OF PROGESTERONE RECEPTOR MEMBRANE COMPONENT 1 (PGRMC1) IN CONTROLLING GERMINAL AND SOMATIC CELL DIVISION AND FUNCTION.

Degree: 2018, Università degli Studi di Milano

La sub-fertilità rappresenta uno dei principali problemi che l'industria lattiero-casearia si trova ad affrontare attualmente. Si tratta di un problema multifattoriale che dipende da diversi aspetti della funzione riproduttiva. La qualità dell'ovocita, determinata durante la follicologenesi, è sicuramente cruciale per ottenere risultati riproduttivi ottimali. Per migliorare la fertilità femminile nel bovino è fondamentale definire i fattori e i meccanismi che determinano la qualità del gamete femminile, in quanto il declino della funzione riproduttiva in questa specie è dovuto principalmente alla scarsa qualità degli ovociti. In particolare, è importante conoscere quali proteine regolano la meiosi, la fecondabilità e lo sviluppo embrionale dell'ovocita. In questo progetto, abbiamo considerato principalmente il ruolo del Progesterone Receptor Membrane Component-1 (PGRMC1) sia nell'ovocita che nel compartimento follicolare, considerato che il dialogo tra compartimento germinale e compartimento somatico è uno dei fattori chiave coinvolti nell'acquisizione della competenza allo sviluppo del gamete femminile. Il PGRMC1 è una proteina multifunzionale ed altamente conservata in specie anche filogeneticamente distanti. Nei mammiferi è espressa in diversi sistemi, compresi gli organi riproduttivi, e localizza in diversi compartimenti subcellulari. Tuttavia, il suo ruolo e il preciso meccanismo d'azione in ogni sistema e/o compartimento subcellulare non sono ancora del tutto conosciuti. La parte più considerevole di questo progetto di dottorato riguarda gli studi effettuati sul ruolo del PGRMC1 nella divisione cellulare, data la sua localizzazione a livello di fuso mitotico e meiotico. Abbiamo dimostrato che la deplezione del PGRMC1 determina difetti nella divisione cellulare e la sua interazione con l'Aurora chinasi B (AURKB) indica che potrebbe svolgere la sua azione durante la citodieresi, l'ultima fase della divisione. Durante la maturazione meiotica, abbiamo valutato anche il suo ruolo nel mediare l'azione del progesterone (P4) confrontando il suo effetto con quello del recettore nucleare del progesterone (nPGR). L'inibizione di entrambi i tipi di recettore determina lo stesso effetto sull'organizzazione della piastra metafasica e sulla competenza allo sviluppo dell'ovocita, ma in fasi differenti. Inoltre, abbiamo testato l'ipotesi che il PGRMC1 possa modulare la funzione del nucleolo. Studi di immunofluorescenza hanno confermato la presenza del PGRMC1 nel nucleolo di cellule della granulosa (bGC) e negli ovociti di bovino, nonchè la colocalizzazione con la nucleolina, la proteina nucleolare più abbondante che svolge importanti funzioni in questo compartimento subcellulare. Inoltre, la down-regolazione del PGRMC1 determina uno spostamento della nucleolina dal nucleolo al nucleoplasma suggerendo un'associazione funzionale tra queste due proteine. Questa interazione è probabilmente mediata dalla presenza di ulteriori molecole in quanto successivi esperimenti di "in-situ proximity ligation" mostrano che le due… Advisors/Committee Members: tutor: V. Lodde, cotutor: A. M. Luciano, coordinatore: F. Gandolfi, LODDE, VALENTINA, GANDOLFI, FULVIO.

Subjects/Keywords: Progesterone Receptor Membrane Component 1; PGRMC1; fertility; reproduction; cell division; meiosis; mitosis; bovine granulosa cells; bovine oocyte; nucleolin; Canine Mammary tumors; progesterone; Settore VET/01 - Anatomia degli Animali Domestici; Settore VET/02 - Fisiologia Veterinaria; Settore BIO/06 - Anatomia Comparata e Citologia; Settore BIO/09 - Fisiologia; Settore BIO/11 - Biologia Molecolare; Settore BIO/17 - Istologia

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APA (6th Edition):

Terzaghi, L. (2018). ROLE OF PROGESTERONE RECEPTOR MEMBRANE COMPONENT 1 (PGRMC1) IN CONTROLLING GERMINAL AND SOMATIC CELL DIVISION AND FUNCTION. (Thesis). Università degli Studi di Milano. Retrieved from http://hdl.handle.net/2434/550339

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Chicago Manual of Style (16th Edition):

Terzaghi, L.. “ROLE OF PROGESTERONE RECEPTOR MEMBRANE COMPONENT 1 (PGRMC1) IN CONTROLLING GERMINAL AND SOMATIC CELL DIVISION AND FUNCTION.” 2018. Thesis, Università degli Studi di Milano. Accessed January 24, 2021. http://hdl.handle.net/2434/550339.

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MLA Handbook (7th Edition):

Terzaghi, L.. “ROLE OF PROGESTERONE RECEPTOR MEMBRANE COMPONENT 1 (PGRMC1) IN CONTROLLING GERMINAL AND SOMATIC CELL DIVISION AND FUNCTION.” 2018. Web. 24 Jan 2021.

Vancouver:

Terzaghi L. ROLE OF PROGESTERONE RECEPTOR MEMBRANE COMPONENT 1 (PGRMC1) IN CONTROLLING GERMINAL AND SOMATIC CELL DIVISION AND FUNCTION. [Internet] [Thesis]. Università degli Studi di Milano; 2018. [cited 2021 Jan 24]. Available from: http://hdl.handle.net/2434/550339.

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Not specified: Masters Thesis or Doctoral Dissertation

Council of Science Editors:

Terzaghi L. ROLE OF PROGESTERONE RECEPTOR MEMBRANE COMPONENT 1 (PGRMC1) IN CONTROLLING GERMINAL AND SOMATIC CELL DIVISION AND FUNCTION. [Thesis]. Università degli Studi di Milano; 2018. Available from: http://hdl.handle.net/2434/550339

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Not specified: Masters Thesis or Doctoral Dissertation

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